Cos'è
È riemersa a Monaco di Baviera, presso la casa d’aste Hampel, che l’ha ricevuta in consegna da una collezione privata tedesca, una tela attribuita a Federico Barocci che potrebbe costituire un nuovo e prezioso tassello per lo studio dell’artista urbinate.
Il dipinto, raffigurante un giovane di profilo a mezzo busto, è particolarmente significativo perché il soggetto corrisponde al giovane della famiglia Bonaventura ritratto da Barocci nel 1557-58 ai piedi della celebre pala con il Martirio di san Sebastiano del Duomo di Urbino, protagonista di una sensazionale vicenda di furto e ritrovamento.
A partire dal 24 agosto 2026, l’opera sarà esposta nelle sale del Castellare di Palazzo Ducale nell’ambito della mostra Da Barocci a Tiepolo. La Madonna Albani e la grande pittura italiana tra Cinque e Settecento, organizzata dal Comune di Urbino e inaugurata con ottimo successo di pubblico lo scorso luglio.
Nella mattinata del 10 settembre il dipinto sarà al centro di una conferenza stampa alla presenza delle autorità, rivolto alla cittadinanza e agli studiosi, che offrirà l’occasione di presentare le prime risultanze delle ricerche e di confrontare la tela riemersa a Monaco con la figura del giovane Bonaventura nel Martirio di san Sebastiano, approfondendo così uno dei più affascinanti capitoli della storia e della tecnica pittorica di Federico Barocci.
Nel marzo 1982 la figura venne asportata dalla pala, tagliando direttamente la tela originale. Il frammento, rimasto disperso per oltre trent’anni, fu individuato nel 2017 dall’antiquario pesarese Giancarlo Ciaroni, Altomani & Sons, e successivamente ricongiunto al dipinto dopo un lungo e delicato intervento di restauro condotto a Urbino nel 2020 dalla ditta Bacchiocca, con il sostegno straordinario del Comitato Cultura di Confindustria Pesaro Urbino.
Ora il “Barocci ritrovato”, come era stato allora definito il ritratto del giovane, potrebbe essere stato in qualche modo ritrovato una seconda volta. La tela riemersa in Germania potrebbe infatti identificarsi con un dipinto preparatorio realizzato da Barocci prima della redazione definitiva della pala d’altare. Proveniente dalla prestigiosa collezione settecentesca del cardinale Tommaso Ruffo e anticamente attribuita a Tiziano, l’opera presenta alcune significative varianti rispetto alla versione del Duomo e potrebbe inserirsi nel complesso processo creativo che condusse alla definizione della figura, documentato anche da un disegno della stessa testa oggi conservato in una collezione privata americana.
Durante la seconda metà di agosto il dipinto, attualmente in corso di studio da parte di Luca Baroni e Nicholas Turner, autorevoli studiosi di Barocci, giungerà eccezionalmente a Urbino grazie alla disponibilità della casa d’aste Hampel, che sosterrà i costi dell’iniziativa, all’ospitalità del Comune di Urbino e alla mediazione scientifica della Rete Museale Marche Nord.
DICHIARAZIONI:
«Dal 24 agosto la mostra di Urbino si arricchisce di un nuovo dipinto e apre una ulteriore occasione di dibattito, in attesa che gli studiosi forniscano valutazioni sulla attribuzione dell’opera. L’esposizione presente nelle Sale del Castellare si conferma un punto di riferimento per l’estate culturale urbinate e per i rapporti nazionali e internazionali che ha creato».
Lara Ottaviani, Assessore alla Cultura Città di Urbino
«Siamo onorati che Urbino possa ospitare, grazie alla disponibilità della casa d’aste Hampel, una testimonianza tanto importante per la storia della civiltà pittorica urbinate. L’opera è in corso di studio e saranno necessari tempo, verifiche e approfondimenti per definirne correttamente natura, caratteristiche e attribuzione. La sua prestigiosa storia collezionistica e il rapporto diretto con la pala del Duomo rendono eccezionale il suo ritorno in città, consolidando il ruolo dei Musei Civici di Urbino come interlocutore internazionale per lo studio, la ricerca e la valorizzazione dell’opera dei grandi artisti urbinati come Barocci».
Luca Baroni, Direttore Rete Museale Marche Nord
«Hampel Fine Art Auctions è onorata dell’ospitalità offerta dal Comune di Urbino a questa importante testimonianza della pittura di Federico Barocci. La nostra casa d’aste, punto di riferimento internazionale per gli Old Masters europei e attiva anche nei diversi settori dell’arte, considera parte essenziale della propria missione non soltanto il mercato, ma anche lo studio, la valorizzazione e la promozione dell’arte, in uno spirito autenticamente internazionale che riflette la posizione stessa di Monaco nel cuore dell’Europa. La riscoperta di questa tela è stata particolarmente affascinante e deve molto all’intuizione di Luca Baroni, Direttore della Rete Museale Marche Nord, che ne ha immediatamente compreso l’importanza riconoscendovi la mano di Federico Barocci. La possibilità di presentarla oggi a Urbino nasce inoltre dalla visione del nostro Direttore Vitus Graupner, da sempre convinto che una casa d’aste debba contribuire attivamente alla conoscenza e alla diffusione del patrimonio artistico».
Luca Maria Spagnuolo, Storico dell’arte, Hampel Fine Art Auctions