Descrizione
Dal 15 al 17 luglio 2026, presso la sede dell'UNESCO a Parigi, si svolge la prima Conferenza Globale del Decennio Internazionale delle Scienze per lo Sviluppo Sostenibile (2024-2033). L'evento, in formato ibrido (in presenza e online), riunisce istituzioni, ricercatori e rappresentanti di tutto il mondo per promuovere il ruolo della scienza nel raggiungimento degli obiettivi dello sviluppo sostenibile. Urbino sarà una delle città protagoniste di una speciale Tavola Rotonda. Ancora una volta, il lavoro svolto in questi anni dal Comune di Urbino viene preso come esempio di buona pratica.
A due anni dall'avvio del Decennio Internazionale delle Scienze per lo Sviluppo Sostenibile (2024-2033), l'UNESCO organizza la Conferenza Globale 2026 per fare il punto sui risultati raggiunti, valorizzare le soluzioni innovative basate sulla ricerca e contribuire a definire un futuro più resiliente e inclusivo oltre il 2030. L'evento riunisce rappresentanti di governi, università, imprese, organizzazioni della società civile e comunità custodi dei saperi indigeni. L'obiettivo è favorire il confronto, condividere buone pratiche e rafforzare le collaborazioni internazionali, mettendo la scienza al servizio dello sviluppo sostenibile.
Il 16 luglio è in programma la Tavola Rotonda sul tema "Scienza, Energia, Patrimonio e Pace – Un percorso per lo sviluppo sostenibile tra Italia e Africa". Dopo un'introduzione al quadro scientifico dell'iniziativa e al ruolo della Cattedra UNESCO nel promuovere la cooperazione internazionale basata sulla ricerca per lo sviluppo sostenibile, seguirà un confronto con rappresentanti dell'UNESCO, missioni diplomatiche, organizzazioni internazionali, università, Cattedre UNESCO, istituti di ricerca, città e imprese. Al centro del dibattito ci saranno il rafforzamento della diplomazia scientifica e della cooperazione internazionale nell'ambito del Decennio Internazionale delle Scienze per lo Sviluppo Sostenibile. Fra le Amministrazioni Comunali invitate a intervenire c'è Urbino, considerata città ideale del Rinascimento e laboratorio di sostenibilità.
Urbino è oggi impegnata in un percorso di transizione energetica e climatica che unisce tutela, innovazione e partecipazione. La sfida principale riguarda la fragilità di un contesto in cui convivono beni monumentali, ambienti naturali e un tessuto sociale e produttivo sviluppatosi nei secoli intorno alla sua identità culturale.
«I vincoli architettonici, i costi e la complessità del territorio rendono la sfida energetica più difficile, ma anche più necessaria», spiegano il sindaco Maurizio Gambini e l'assessore all’Internazionalizzazione Francesco Guazzolini. «Per questo -dicono- abbiamo scelto di affrontarla con una pianificazione integrata che guardi all'intero sistema urbano e territoriale, e non solo al centro storico».
Urbino dispone oggi di un Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima (SECAP), approvato nel 2019, che fissa l'obiettivo di ridurre del 42,84% le emissioni climalteranti entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005. Il Piano prevede 40 azioni di mitigazione e 33 di adattamento ai cambiamenti climatici. Grazie alla collaborazione con la Regione Marche, Urbino ha potuto integrare nel tempo i principi della sostenibilità nelle proprie politiche energetiche e ambientali, fino alla definizione dell'attuale strategia climatica.
Tra i risultati più significativi spicca l'efficientamento dell'intero sistema di pubblica illuminazione. I vecchi corpi illuminanti sono stati sostituiti con apparecchi a LED a basso consumo ed è stato introdotto il controllo da remoto dei flussi luminosi. L'intervento ha comportato un notevole risparmio energetico e, allo stesso tempo, una riqualificazione estetica del patrimonio architettonico e monumentale. Guardando al futuro, Urbino punta ad allinearsi alla Missione europea "100 città a impatto climatico zero entro il 2030", con l'obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.