Descrizione
È tempo di bilanci per la mostra “Da Barocci a Tiepolo. La Madonna Albani e la grande pittura italiana tra Cinque e Settecento”, ospitata dal 4 luglio al 27 settembre 2026 negli spazi del Castellare di Palazzo Ducale a Urbino. Il bilancio è positivo, con oltre 2.000 presenze registrate nei circa tre mesi di apertura. Un risultato che conferma l’interesse del pubblico per il progetto espositivo, incentrato sulla Madonna Albani di Federico Barocci e sul rapporto tra la grande pittura italiana e la storia artistica della città.
«I risultati dicono che la mostra è andata molto bene. In circa tre mesi abbiamo superato ampiamente le 2.000 presenze. La mostra ha destato attenzione e curiosità, in particolare per il valore della Madonna Albani di Barocci. L’obiettivo del progetto culturale era aprire una discussione e offrire un approfondimento sui temi dell’arte, mettendo in relazione autori ed epoche con la nostra città. La comunicazione è stata efficace e abbiamo registrato visitatori provenienti da diverse regioni italiane. La Madonna Albani ha suscitato curiosità e interesse, spingendo il pubblico ad approfondire la conoscenza dell’opera. Anche la scelta di introdurre un biglietto a pagamento si è rivelata corretta. Gli incassi contribuiranno a coprire in parte le spese della mostra e a sostenere le attività già programmate per l’anno in corso», afferma l’assessore alla Cultura Lara Ottaviani.
L’assessore interviene anche sulle discussioni relative alla presenza di opere provenienti da collezioni private. «Siamo soddisfatti del fatto che alcuni dipinti presenti in mostra siano stati al centro dell’attenzione. Significa che il progetto ha suscitato interesse da diversi punti di vista. Abbiamo accolto la proposta di un curatore accreditato, uno studioso con un curriculum importante e con esperienze espositive di rilievo. Le opere presentate, provenienti da collezioni private territorio e di artisti della scuola di Urbino valorizzati in un’unica esposizione per la prima volta, erano già state pubblicate, esaminate dalla critica e sostenute anche da enti pubblici. Per quanto riguarda la Madonna Albani, la Soprintendenza competente di Roma ha autorizzato e seguito i trasferimenti dell’opera dalla sede BNL al Senato della Repubblica, dove è stata esposta, e successivamente a Urbino, nelle Sale del Castellare e poi al Collegio Raffaello: l’opera, riconosciuta come dipinto di Federico Barocci, è così tornata a Urbino dopo secoli e questo costituisce un risultato importante per la città».
Lara Ottaviani sottolinea il valore culturale dell’iniziativa e la possibilità di proseguire il confronto tra gli studiosi. «Abbiamo voluto offrire alla città e ai visitatori un progetto culturale di spessore, fondato su un percorso filologico coerente, capace di ricostruire e rafforzare i legami tra le opere e Urbino. La presenza di dipinti provenienti da collezioni private è una pratica consolidata nel mondo espositivo e riguarda anche le mostre organizzate dai musei statali. Il progetto del Castellare ha offerto un’occasione di discussione che può proseguire in modo sereno e proficuo tra tutti gli studiosi interessati».